A proposito del ruolo dello storico nel contesto sud Italia

Rispondendo, più di un mese fa, ad un articolo dello storico siciliano Giuseppe Casarrubea pubblicato sul suo blog, mi sono reso conto di quanto Tommaso Pedio (altro storico del sud) avesse individuato un importante problema.

L’articolo in questione esaminava molto da vicino il fenomeno dei Forconi in Sicilia e prendeva le distanze dal movimento e dal suo metodo di manifestare, rintracciando cause e ragioni più o meno condivisibili. Quello che però viene fuori, al di là del movimento dei Forconi (di cui ho parlato già qua), è sicuramente il ruolo dello storico nella società contemporanea e ancor di più il ruolo dello storico del sud Italia immerso nella propria terra.

Il blog di Casarrubea pone in epigrafe una frase altisonante: “Occorre conoscere il passato per dare risposte al futuro”.
In pratica si riconosce alla storia un ruolo risolutivo, attraverso acquisizioni del passato ci si libera degli errori nel futuro; ribaltando la frase verrebbe da pensare che chi non conosce il passato non può dare risposte al futuro.
Ma il passato è codificato e racchiuso nelle strette maglie della storiografia, che ad ogni nuova acquisizione storica cambia la considerazione di quel tale avvenimento o di quel tale personaggio storico. Continua a leggere

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La strana retorica della rete ed i “Forconi” siciliani

C’è una parte del web che pensa di avere sempre in mano LE SOLUZIONI, soluzioni per tutto. Vi è infatti un gruppo di pseudo rivoluzionari (o rivoluzionari da tastiera) che con una certa facilità si dichiara di sinistra per poi utilizzare mezzi di coercizione (attraverso internet) che non avrei difficoltà di paragonarli a metodi fascisti.

La  riflessione nasce da due avvenimenti siciliani:
– Le dimissioni di Cammarata (ex sindaco di Palermo)
– La manifestazione dei Forconi in tutta la Sicilia con un blocco abbastanza interessante dell’intera isola.

La Sicilia è centrale in questa riflessione. Le dimissione del signor Cammarata, a ridosso della fine di mandato, paiono alquanto strane ed onestamente mal motivate; l’ex sindaco dichiara infatti  “l’ho fatto per amore della città”, peccato che in città non si sia mai visto, un vero e proprio sindaco fantasma. Due mandati (più di 9 anni) che passeranno alla storia come gli anni meno proficui e meno interessanti a livello politico locale. Una città che è rimasta identica a 10 anni fa più o meno, con gli stessi disservizi ed i mancati rinnovamenti.

Sono ormai lontani gli anni di Leoluca Orlando, quella famosa primavera palermitana interrotta bruscamente dal signor Cammarata. A dire il vero non si è mai capito, politicamente, il perché la città scegliesse un uomo “anonimo” al ben noto e abbastanza amato Orlando.
Il secondo avvenimento, tutto siciliano, è quello del “movimento dei Forconi” Continua a leggere

I Pupi “risorgimentali” di Mimmo Cuticchio

Ieri sera, su suggerimento di un amico palermitano, mi collego su radio3 e mi godo la prima assoluta dell’opera: “O a Palermo o all’inferno – ovvero lo sbarco di Garibaldi in Sicilia” di Mimmo Cuticchio (ideatore scenico e regista) con la compagnia Figli d’Arte Cuticchio presso il Teatro Studio di Roma (Parco della Musica). Nella parte finale dell’articolo troverete i link per riascoltare la diretta di radio3.
Mimmo Cuticchio è un oprante, puparo e cuntista. Le innovazioni e le contaminazioni da lui operate, pur nel sostanziale rispetto della tradizione, lo collocano, a pieno titolo, tra i maggiori rappresentanti Continua a leggere