per prima cosa TAGLIARE il sud

La nuova manovra del governo presieduto da Mario Monti penalizza i Comuni del Mezzogiorno. Questo è l’allarme  lanciato dall’assessore allo Sviluppo di Palazzo San Giacomo, Marco Esposito.
“La manovra Monti – spiega – chiede ai Comuni un sacrificio di 1.450 milioni. Tale somma è il saldo di 2.000 milioni di maggiori risorse ai Comuni del Nord e di 3.450 milioni di taglio al fondo di perequazione per i Comuni del Sud”.

L’assessore allo sviluppo del Comune di Napoli, a margine del consiglio mondiale 2011 dell’Uclg a Firenze ha spiegato si fa riferimento all’articolo 13, comma 17, laddove dice che il maggiore gettito Imu, stimato in 2 miliardi, viene sottratto al Fondo di perequazione, laddove si dice che il Fondo di perequazione avrà un ulteriore taglio di 1,45 miliardi continua con un esempio “basta dire che l’effetto della manovra dell’Imu porterà 100 milioni in più nelle casse del comune di Milano… ma 120 milioni in meno al comune di Napoli. Questo perché ai comuni si lascia una piccola quota della maggiore Imu, 2 miliardi che vengono sottratti al Fondo di perequazione che ovviamente incide soprattutto nel mezzogiorno. E poi c’è un ulteriore taglio, sempre al fondo di perequazione, di 1,4 miliardi. Per cui – conclude – in totale il sud perde 3,4 miliardi”
“noi faremo anche una battaglia di principio perché il Fondo di perequazione è sancito dalla Costituzione ed è indisponibile a qualunque manovra economica (fonte ANSA)

NB: cos’è il fondo perequativo? è un fondo che viene utilizzato per ridurre le differenze fra regioni più ricche e quelle più povere, nasce quindi come strumento per ridurre gli svantaggi del federalismo fiscale.

In pratica l’azione combinata degli articoli 13 comma 17 e  28 comma 7, 8 e 9 faranno in modo che:
– i soldi  vengono dati ai Comuni in proporzione al gettito Imu (quindi di più al nord) e tolti al fondo sperimentale di riequilibrio e poi al fondo perequativo (quindi di più al sud). Poi all’articolo 28 comma 7, 8 e 9 c’è un taglio ulteriore di 1,45 miliardi al fondo sperimentale di riequilibrio e al fondo perequativo, in prospettiva anche questo finalizzato a dare servizi sociali omogenei sul territorio.

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