Allarme in San Giovanni a Carbonara: in pericolo gli affreschi della Cappella Caracciolo del Sole

Si tratta dei meravigliosi affreschi della Cappella Caracciolo del Sole nella Chiesa di San Giovanni a Carbonara in Napoli.
Affreschi in pericolo per una paradossale incuria. Ero in visita con amici presso la chiesa ed entrato nella Cappella circolare mi accorgo della mancanza di un vetro nella parte alta a destra.
Si nota infatti la colatura della pioggia che entra dalla finestra e rovina gli affreschi (di seguito alcune foto scattate nella Cappella).

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Parlando con il custode apprendiamo che la richiesta di riparare il vetro (un semplice vetro moderno) è stata avanzata agli enti competenti (soprintendenza NdA) moltissime volte nell’arco di quasi un anno ma nulla si è mosso.

Vorrei lanciare una campagna “privata” per far riparare a spese della collettività QUEL VETRO affinché non ci vengano strappati pezzi di memoria, d’arte e di cultura.
Se qualcuno conosce l’iter burocratico per contattare la Soprintendenza può scrivere direttamente sul blog o contattarmi privatamente attraverso l’indirizzo mail: ammazzandomasaniello@gmail.com

Un po’ di storia sulla Cappella

Si tratta dunque della Cappella della Natività della Beata Vergine Maria, avvolta dagli affreschi di Leonardo da Besozzo e Perinetto da Benevento; fatta edificare in chiave araldica nel 1427 in un vano posteriore all’abside, al di là delle cariatidi del monumento sepolcrale di re Ladislao, da sempre destinata ad accogliere il mausoleo di Sergianni Caracciolo.
Terzogenito dei Caracciolo dalla parte di Francesco, col titolo di duca di Melfi restituitogli solo in età aragonese, come lo ricorda l’epigrafe dedicatoria posta sulla parete dove poggia il mausoleo, notaio e cavaliere alla corte del sovrano angioino, nominato Gran Siniscalco del Regno a partire dall’indubbia posizione di favorito che gli ottenne la intima relazione con la Giovanna seconda regina di Napoli rimasta praticamente sola al comando, alla quale volle, il Siniscalco, mostrare personale radicamento politico e non religioso alla corona, fatto per cui, tradizione vuole, che la stessa regina ne comandò l’assassinio nelle sale di Castel Capuano a Napoli dai sicari del regno una notte d’agosto del 1432. Continua a leggere