L’importante è disinformare: sulla questione dei registri delle unioni civili a Napoli

Capita qualche volta che nessuno (ma proprio nessuno) sia capace di informare o produrre una discussione seria su un qualsiasi argomento di interesse pubblico, di interesse etico-morale. Questa volta parlerò del Registro Amministrativo delle Unioni Civili approvato in una metropoli, cioè a Napoli, prima metropoli in Italia ad adottare questo stratagemma, perché di stratagemma trattasi (in assenza di una qualsiasi legge di Stato).

Siamo talmente abituati alla mediocrità dell’informazione e della critica associata ad essa che non facciamo più caso a questo tracotante pressapochismo. Un blaterare così volgare che non impegna più di tanto il pubblico, il fruitore, sommerso, come si trova, da tanta informazione-spazzatura (con le rarissime eccezioni).

Comunicati stampa scopiazzati tra di loro, una massa incorporea di slogan e virgolettati: il tale dice due punti apri virgolette, l’altro risponde due punti apri virgolette. Chi osa assumersi la responsabilità di un pensiero? Favorevole o contrario che sia? Dove sono finiti gli intellettuali? Eppure siamo una nazione così “piena” di intellettuali…
Comunicati stampa e slogan che vengono ripresi, in misura ossessivo-compulsiva dai social network (reti sociali!) , come un trombettare continuo, informazioni digerite ed eliminate in tempi cortissimi.
Un tale acquisisce delle informazioni, si fa un’idea nebulosa, giudica velocemente le amministrazioni, le delibere in questione, parere positivo o negativo e si passa a nuove informazioni. Un massa infinita di informazioni appena masticate ed espulse senza digestione… un ammasso di fibre utili solo alla peristalsi dell’informazione. Continua a leggere

Annunci

Restituita al pubblico la Basilica di San Giovanni Maggiore di Napoli: sedici secoli di storia

Sono passati quarant’anni dalla chiusura di questa millenaria e sfortunata Basilica. La chiusura ci fu a seguito del crollo del soffitto nel 1970 e di lì iniziarono i lavori di restauro e consolidamento che diedero alla luce l’impianto paleocristiano della chiesa, ma nel 1980, con il terremoto, si bloccarono i lavori che ricominciarono solo nel 1995.
La Basilica di San Giovanni Maggiore si trova nel Largo omonimo, nel cuore del centro storico di Napoli, e finalmente dopo i restauri verrà riaperta al pubblico con un recital di Moni Ovadia (“Oltre i confini, Ebrei e Zingari”, lunedì 23 gennaio 2012 ore 20:00, gratis fino ad esaurimento posti).
Aggiornamento dell’articolo: 25/01/2012, ho caricato alla fine dell’articolo lo spettacolo tenutosi in chiesa in due parti. E’ una semplice registrazione dal vivo fatta con “strumenti di fortuna”, spero apprezzerete. Continua a leggere

L’emancipazione sessuale (silenziosa) che parte da Napoli

Lo spunto di questa riflessione viene da un programma televisivo locale tutto napoletano: “Made in Love”. Nella forma non ha niente di eccezionale, anzi, una riproposizione in salsa napoletana della più nota trasmissione trash italiana,”Uomini e Donne”, ma nel contenuto si presenta come una bomba mediatica che va al di là della trasmissione stessa.
Il tema principale è l’amore omosessuale trattato alla stregua di quello eterosessuale. La novità è tutta qui? Sì, ma non sono così semplici le implicazioni e le considerazioni che ne vengono fuori.

Veniamo quindi alle prime considerazioni. Continua a leggere

Il sud perde il MADRE?

Negli ultimi anni il pericolo di chiusura del MADRE (Museo d’Arte contemporanea DonnaREgina) è stato falsamente comunicato almeno un centinaio di volte, alla fine parafrasando “cronache di una morte annunciata”, il MADRE chiude e con esso chiude il tentativo di sprovincializzare il sud in merito all’arte contemporanea (un tentativo non del tutto fallito).
Un museo alla guida del quale, per anni, c’è stato Eduardo Cicelyn, un direttore parecchio criticato soprattutto per i costi che le istallazioni e le mostre avevano raggiunto in città.
Le famose istallazioni natalizie a Piazza Plebiscito che puntualmente scatenavano le accuse dei più conservatori e i plausi dei grandi appassionati (istallazioni dismesse qualche anno fa ormai). Continua a leggere

La strana retorica della rete ed i “Forconi” siciliani

C’è una parte del web che pensa di avere sempre in mano LE SOLUZIONI, soluzioni per tutto. Vi è infatti un gruppo di pseudo rivoluzionari (o rivoluzionari da tastiera) che con una certa facilità si dichiara di sinistra per poi utilizzare mezzi di coercizione (attraverso internet) che non avrei difficoltà di paragonarli a metodi fascisti.

La  riflessione nasce da due avvenimenti siciliani:
– Le dimissioni di Cammarata (ex sindaco di Palermo)
– La manifestazione dei Forconi in tutta la Sicilia con un blocco abbastanza interessante dell’intera isola.

La Sicilia è centrale in questa riflessione. Le dimissione del signor Cammarata, a ridosso della fine di mandato, paiono alquanto strane ed onestamente mal motivate; l’ex sindaco dichiara infatti  “l’ho fatto per amore della città”, peccato che in città non si sia mai visto, un vero e proprio sindaco fantasma. Due mandati (più di 9 anni) che passeranno alla storia come gli anni meno proficui e meno interessanti a livello politico locale. Una città che è rimasta identica a 10 anni fa più o meno, con gli stessi disservizi ed i mancati rinnovamenti.

Sono ormai lontani gli anni di Leoluca Orlando, quella famosa primavera palermitana interrotta bruscamente dal signor Cammarata. A dire il vero non si è mai capito, politicamente, il perché la città scegliesse un uomo “anonimo” al ben noto e abbastanza amato Orlando.
Il secondo avvenimento, tutto siciliano, è quello del “movimento dei Forconi” Continua a leggere

“Un dizionario dei rifiuti” che viene dalla provincia di Matera

Si tratta di un vero e proprio dizionario dei rifiuti e l’idea è stata di un ragazzo appena diciottenne della provincia di Matera, si legge dal suo blog “Ciao, sono Francesco e ho 18 anni. Vivo a Rotondella, un piccolo paesino in provincia di Matera. Sono uno studente del Liceo Scientifico E. Fermi di Policoro (Mt)”. In quel sud dove la cultura del riciclo, secondo le statistiche, è stata sempre carente.
Ad essere del tutto onesti però vi è una tradizione di lunga data sulla differenziata nel Regno delle Due Sicilie.

Ad esempio, con l’editto di Ferdinando II Re delle Due Sicilie del 03/05/1832: Regio Decreto n. 21 emesso da “Gennaro Piscopo” Prefetto di Napoli  si obbligava la popolazione a raccogliere separatamente i rifiuti. Si ordinava quanto segue Continua a leggere