Conoscere Giambattista Basile (undicesima puntata)

Si dice che vi sono due metodi per cancellare l’identità di un popolo: il primo, quello di distruggere la sua memoria storica; il secondo, quello di sradicarlo dalla propria terra per mischiarlo con altre etnie.

Come da tradizione allegherò alla fine dell’articolo un’altra favola da “Lo Cunto”  letta da Peppe Barra: “Petrosinella trattenemiento primmo de la iornata seconna”

Il viaggio attraverso la Casa dell’Orco

… (continua dalla decima puntata) Dopo il passaggio di rango il mito centrale del Cunto e della modernità è il viaggio. Il viaggio del curioso e del mercante, del prete o del soldato è un elemento di disordine per la società dei ranghi ma è un impagabile bisogno per la modernità. Con il viaggio si abbandona una condizione e un luogo e ci si avvia verso l’ignoto. Il luogo dell’ignoto può essere simbolico o quello dei viaggi alla moda o dell’avventura. Nel viaggio sono previste le zuffe con i vetturini, le truffe degli osti, le coltellate dei gabellieri, i pericoli tra i banditi, le diarree alla vista dei ladri (Cunto 1.9).
Il viaggio fiabesco è connesso con l’idea della morte. Il viaggio è sempre un transito verso uno dei luoghi della Casa dell’Orco – i boschi senza luce, le grotte o i precipizi, la notte, dove si incontrano i guardiani dell’oltretomba – gli orchi e le fate, che modificano il destino del viaggiatore. Il viaggio inizia con un allontanamento dalla casa della famiglia d’origine e dai suoi conflitti.

In qualche caso l’allontanamento comincia dalla nascita. Una donna gravida è costretta dalla voglia di prezzemolo ad entrare nell’orto dell’orca, la figlia si chiamerà Prezzemolina e porterà sul seno l’immagine di una pianta di prezzemolo segno della sua appartenenza al mondo del sottoterra e all’orca che la rapirà (Cunto 2.1)
*alla fine dell’articolo sarà caricato proprio questo cunto*.

L’allontanamento si realizza con il conflitto familiare. Cenerentola è confinata nel focolare, accanto al fuoco e alle sue ceneri, emblemi della morte (Cunto 1.6). Le sorelle spezzano il passaggio di cristallo che permette al principe di arrivare nel letto della sorella bella e questa è costretta ad allontanarsi alla ricerca di un rimedio, si annerisce la faccia, penetra nel bosco e nella casa degli orchi (Cunto 2.2).
Il viaggio porta di solito fuori dalla città, nei luoghi senza luce custoditi da dèi ulteriori, gli essere del margine che ne sono custodi e che sono i soli a poter modificare il destino. Per gli abitanti della città la campagna è un luogo estraneo e pericoloso. L’orco e le fate sono esseri bestiali e vegetali, imprevedibilmente buoni e cattivi, si incontrano sull’orlo di grotte dirupi boschi montagne, che sono i contrassegni della Casa dell’Orco e del altro che è fuori della città. Il luogo privilegiato di questo mondo altro è il bosco. In un boschetto di olmi Nardiello, che è stato mandato dal padre a comprare vitelli, compra dalle fate gli animaletti che gli permetteranno di avere la figlia del re (Cunto 3.5). La fanciulla fugge nel bosco e si trasforma in orsa per sfuggire il re-padre che la desidera (Cunto 2.6).

Si accede alla Casa dell’Orco anche attraverso i fiori della terra, le grotte, le fosse, i precipizi.
Antuono, il primo dei ragazzi sciocchi, incontra l’orco davanti ad una grotta e accetta di fargli da servo (Cunto 1.1) e il padre di Cenerentola va fino alla grotta delle fate per averne i doni (Cunto 1.6).
Una matrigna manda la figliastra a gettare immondizie da un dirupo da dove  vede l’orco (Cunto 3.10) e un’altra ragazza trova sotto l’albero d’oro la scala che porta sottoterra nel castello dove incontra il figli dell’orca (Cunto 5.4). Una vecchia accanto ad una fontana, che sgorga dal profondo della terra, rende bellissima la fanciulla che è stata gentile con lei (Cunto 4.7).

La Casa dell’Orco ha anche la forma di un luogo chiuso, un orto o un giardino. La donna gravida si affaccia e poi penetra l’orto dell’orca per rubare il prezzemolo (Cunto 2.1). Il cortigiano viene mandato a più riprese dal suo re nella casa dell’orco per rubare il cavallo parlante e il corredo, poi per ucciderlo (Cunto 3.7). I luoghi chiusi e oscuri sono una metafora della Casa. Penta rifiuta di sposare il fratello e, chiusa nella cassa impeciata, viene gettata a mare (Cunto 3.2). La fanciulla che deve morire a causa di un osso, come hanno predetto i negromani, viene chiusa in una torre (Cunto 3.3).

(…Continua)

(fonte “Protagonisti nella storia di Napoli – Giambattista Basile”, Elio de Rosa editore)

Di seguito vi carico la lettura di “Petrosinella trattenemiento primmo de la iornata seconna”

[audio

http://www.fileden.com/files/2011/12/13/3238167/Basile%20Giovan%20Battista%20-%20Il%20Pentamerone%20-%2010.mp3%5D

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