Conoscere Giambattista Basile (decima puntata)

Si dice che vi sono due metodi per cancellare l’identità di un popolo: il primo, quello di distruggere la sua memoria storica; il secondo, quello di sradicarlo dalla propria terra per mischiarlo con altre etnie.

Come da tradizione allegherò alla fine dell’articolo un’altra favola da “Lo Cunto”  letta da Peppe Barra: “Sapia liccarda trattenemiento quarto de la iornata terza

Le metamorfosi

… (continua dalla nona puntata) Le metamorfosi del Cunto hanno come riferimento la straordinaria fortuna e le virtualità delle Metamorfosi di Ovidio, che erano anche un soggetto popolare ed erano diventate un libro emblematico dell’instabilità del mondo. Le Metamorfosi erano l’mmagine più vicina alla trasformazioni che premevano sulla società dei ranghi, che venivano attribuite al gioco della fortuna e che contrassegnavano il mutamento della modernità. La metamorfosi era l’argomento centrale di questi racconti.
Tutti nel Cunto e alla fine del racconto cambiano il loro status, nell’amore e nella ricchezza o nel dolore e nella morte accedendo ai ranghi superiori e a condizioni di vita privilegiate. Il racconto fiabesco racconta sempre di un cambiamento di status.

Il caso più noto è quello di Zezolla: la matrigna convince il padre a fare attenzione alle altre sei figlie e, giorno dopo giorno, Zezolla passa dalla camera alla cucina, dal baldacchino al focolare, dai vestiti di seta e d’oro agli stracci, dallo scettro allo spiedo finché non perde addirittura il suo nome (“non soltanto cambiò stato ma persino nome e da Zezolla fu chiamata Gatta Cenerentola”, Cunto 1.6).
Questo itinerario verso un’altra condizione sociale è occultato dalla dichiarata natura di “gioco” del racconto. Nel giardino fiabesco lo scalco, il servo addestrato a tagliare le carni, un ruolo servile di prestigio nella corte, propone i suoi giochi per passatempo dei convenuti ma esplicita la premessa che il gioco va considerato uno stimolo intellettuale e una fonte di insegnamento:

E’ stato sempre senza sale, miei signori, quel sapore che non abbia qualche filo di utile. Per questo i passatempi e le veglie non sono stati ideati per un piacere privo di vantaggi bensì per un guadagno piacevole, perché con questo tipo di fiochi non solo si passa il tempo ma si risvegliano e si rendono pronti gli ingegni nel prendere decisioni e nel rispondere a quanto si chiede, proprio come succede nel gioco dei giochi che ho pensato di fare” (Cunto 5, p. 878).

Il racconto fiabesco è un gioco cortigiano. Il gioco dei giochi (iuoco de li iuoche) che compare in questo passo prevede nove domande e risposte argute esatte delle narratrici. La decima è una risposta sbagliata: la narratrice sostiene che l’ultimo gioco proposto è un gioco da bambini (iuoco de peccerelle) ma, avvisa lo scalco, ci giocano anche i vecchi (pe fi’ a li viecchie). E’ la stessa struttura del racconto dei racconti (cunto de li cunti) in cui soltanto l’ultimo racconto contiene la “verità” e solo apparentemente è un passatempo per bambini visto che si divertono anche i grandi.

La metamorfosi, come il viaggio, è nel racconto fiabesco uno dei modi con cui ottenere il cambiamento della condizione, che è il mito della società dei ranghi. La metamorfosi nelle sue varie modulazioni era tra gli argomenti preferiti di una società statica ma pervasa dal mutamento della modernità. Una delle pagine indimenticabile del Cunto è per questo dedicata al Tempo, l’emblema del mutamento. Nel racconto I sette colombelli la ragazza che cerca i fratelli capita nella Casa del Tempo dove ci sono tutte le risposte (Cunto 4.8).
La trasformazione si realizza tra l’intervento di un potere violento e capriccioso – impersonato dagli orchi e dalle fate -, le imprevedibili concatenazioni del Caso e gli strumenti magici. Tra questi ci sono anche le parole, strumenti magici dei letterati. A turno sono questi tre elementi che producono la metamorfosi e il miglioramento sociale.

(…Continua)

(fonte “Protagonisti nella storia di Napoli – Giambattista Basile”, Elio de Rosa editore)

Di seguito vi carico la lettura di “Sapia liccarda trattenemiento quarto de la iornata terza“.

[audio

http://www.fileden.com/files/2011/12/13/3238167/Basile%20Giovan%20Battista%20-%20Il%20Pentamerone%20-%2009.mp3%5D

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One thought on “Conoscere Giambattista Basile (decima puntata)

  1. Pingback: Conoscere Giambattista Basile (undicesima puntata) | ammazzando masaniello

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