L’importante è disinformare: sulla questione dei registri delle unioni civili a Napoli

Capita qualche volta che nessuno (ma proprio nessuno) sia capace di informare o produrre una discussione seria su un qualsiasi argomento di interesse pubblico, di interesse etico-morale. Questa volta parlerò del Registro Amministrativo delle Unioni Civili approvato in una metropoli, cioè a Napoli, prima metropoli in Italia ad adottare questo stratagemma, perché di stratagemma trattasi (in assenza di una qualsiasi legge di Stato).

Siamo talmente abituati alla mediocrità dell’informazione e della critica associata ad essa che non facciamo più caso a questo tracotante pressapochismo. Un blaterare così volgare che non impegna più di tanto il pubblico, il fruitore, sommerso, come si trova, da tanta informazione-spazzatura (con le rarissime eccezioni).

Comunicati stampa scopiazzati tra di loro, una massa incorporea di slogan e virgolettati: il tale dice due punti apri virgolette, l’altro risponde due punti apri virgolette. Chi osa assumersi la responsabilità di un pensiero? Favorevole o contrario che sia? Dove sono finiti gli intellettuali? Eppure siamo una nazione così “piena” di intellettuali…
Comunicati stampa e slogan che vengono ripresi, in misura ossessivo-compulsiva dai social network (reti sociali!) , come un trombettare continuo, informazioni digerite ed eliminate in tempi cortissimi.
Un tale acquisisce delle informazioni, si fa un’idea nebulosa, giudica velocemente le amministrazioni, le delibere in questione, parere positivo o negativo e si passa a nuove informazioni. Un massa infinita di informazioni appena masticate ed espulse senza digestione… un ammasso di fibre utili solo alla peristalsi dell’informazione.

Ed è così che si apprende il 13 febbraio 2012 da Repubblica Napoli quanto segue
Napoli, via libera alle unioni civili
De Magistris: “Pagina storica”

Nello stesso giorno sul Corriere del Mezzogiorno (unico articolo che cita almeno in parte una fonte)
Coppie di fatto, il Comune le riconosce
Si fa il Registro delle unioni civili

Non manca “l’acuto” articoletto de Il Mattino
Unioni civili, Napoli fa scuola
Il registro comunale diventa realtà

Non fanno eccezione le associazioni LGBT che prese dai fumi dell’alcool festeggiano la “vittoria”. Così l’Arcigay il giorno dopo:
Napoli. Comune, sì al registro delle unioni civili
Riprendendo l’articolo di Repubblica, cambiando solo il titolo (più corto, così si fa prima)

Ebbene, si dirà, dov’è il problema?
Cercherò di spiegarlo brevemente attraverso la mia esperienza DIRETTA.

Partiamo dal giorno (13 febbraio) della discussione e della concomitante approvazione al comune di Napoli della “famosa” delibera.
Mi collego al sito del Comune e ascolto in diretta (finalmente si può! Merito dell’amministrazione) tutta la discussione, perdendomi uno o due interventi. Ascolto i vari “presente”, “assente”, “dichiarazione di voto”, “favorevole”, “emendamenti” ecc ecc… ascolto molto attentamente i pareri contrari e le loro “argutissime” argomentazioni. Ma tralasciando queste inezie mi chiedo, mentre ascolto l’appassionata discussione, dove si può leggere il testo approvato? Ci sarà sicuramente sul sito del Comune di Napoli, mi dico.

E allora inizia la mia ricerca, una ricerca durata 2 giorni svolta insieme ai compagni dell’associazione Radicale “Per La Grande Napoli“. Ricerca del tutto inutile, il testo non è stato caricato su internet. Quindi la “Democrazia partecipativa” (in parole molto povere “La DEMOCRAZIA”) fa un po’ acqua.

Ma andiamo avanti.  Mi dico, “ok il regolamento approvato non può essere visionato prima della discussione, ma sicuramente una volta approvato verrà caricato ISTANTANEAMENTE su internet, oppure nella peggiore delle ipotesi, potrà almeno essere visto, letto… un’occhiatina almeno”
Anche perché, come farà, la stampa tutta a dare dei pareri e soprattutto ad informare il “povero” popolo?

Aspetto qualche ora e niente, nulla viene caricato. Allora inizio a contattare il Comune, alcuni giornali, amici, associazioni LGBT proprio per leggere il TESTO APPROVATO.
E dopo un giorno nessuno (proprio nessuno) sa dove il testo sia finito. Eppure le agenzie di stampa rilanciano la notizia, gridano al “miracolo”, ora le coppie di fatto (etero e gay) possono! Ora sì…
E partono video di congratulazioni, di benemerenza, ossequi… il famoso blaterare senza senso.

Beninteso il blog e l’associazione Radicale sono entrambi favorevoli ad una legge locale (ovviamente si sperava prima in una legge nazionale) sul registro delle unioni civili. Ma cosa ha colpito me e i compagni? L’assenza TOTALE del testo. Cosa era stato approvato al Comune? Che vantaggi “economico-sociali” hanno avuto queste coppie di fatto? Come sono fatti i registri?

La storia di mala-informazione si conclude il 20 febbraio quando finalmente viene caricata interamente la delibera sul sito del Comune di Napoli. Però nessun articolista se ne interessa, o meglio, nessun articolista dei proclami del 13 febbraio se ne interessa ancora.
E’ davvero inquietante constatare  che tutto l’accaduto sia stato veicolato in questo modo, è imbarazzante dover rendersi conto delle presunte lentezze burocratiche: oggi il web dovrebbe velocizzare, invece appare tutto così lento, farraginoso e complesso.
Dal un lato la mediocrità dell’apparato informativo e dall’altro una democrazia partecipativa tanto sbandierata ma che di fatto non significa nulla (anche perché ripeto, la democrazia partecipativa, sarebbe LA democrazia).

Non continuo questo articolo perché a questo punto ciascuno si può fare un’idea sia sull’amministrazione (che ha dei punti di forza e alcuni di debolezza), sull’informazione (oltremodo villana) e sulla vicenda in toto.
E diversamente dai blasonati giornal(a)i carico l’intera delibera anche sul blog affinché tutti ne possano giovare. Scaricabile direttamente dal sito del Comune di Napoli: http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17127

Ps: La discussione sull’utilità o meno del Registro Amministrativo delle Unioni Civili sarà rimandata ad un prossimo articolo perché voglio studiarmi bene il testo e portarlo all’attenzione dell’associazione di cui sopra.

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3 thoughts on “L’importante è disinformare: sulla questione dei registri delle unioni civili a Napoli

  1. 1. Le leggi locali non esistono. Gli enti locali, con la sola eccezione delle province autonome di Trento e Bolzano (che non hanno infatti solo le caratteristiche degli enti locali), non sono in gradodi legiferare ma solo di emanare atti amministrativi, che nella gerarchia delle fonti del diritto hanno valore di regolamenti.

    2. Le leggi nazionali non esistono. Esistono, casomai, le leggi dello Stato (quello di nazione è un concetto politologico e, al massimo, paragiuridico), dunque statali, e le leggi delle Regioni e delle province autonome. Il riparto di competenze è definito dal titolo V della parte II della Costituzione. Si tratta in ogni caso di fonti primarie del diritto.

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