I Briganti Salernitani (prima puntata)

Gli uomini che non sanno il vero delle cose proccurano d’attenersi al certo, perché, non potendo soddisfare l’intelletto con la scienza, almeno la volontà riposi sulla coscienza.
(Giambattista Vico, La Scienza Nuova. IX)

… L’insorgere del brigantaggio politico e sociale ebbe una forte escalation anche nel Principato Citra, essendo incoraggiato e protetto, sia dai comitati borbonici sia da frange del clero più conservatore. L’ingresso di Garibaldi in Salerno, il 5 settembre del 1860, avvenne in un travolgente trionfo di popolo. Ma già dopo qualche settimana finirono sotto processo il sergente veterinario Michele La Mura, il sergente Pietro Ferrara, il cittadino
Pietro Mogavero e perfino il popolare parroco di Santa Lucia, don Pasquale Vigorito, che non aveva mancato di infiocchettare le sue prediche domenicali di espressioni antigovernative. Esempi di dissenso nelle chiese non erano rari nemmeno in provincia. Al “Corpo di Cristo” di Nocera Inferiore, il 4 ottobre, il parroco don Raffaele Battaglia, non ebbe paura di manifestare, durante la messa, il suo attaccamento al Borbone, recitando ad alta voce un’orazione pro Rege Francesco che fece scattare una velenosa denunzia alle autorità del sacerdote che divideva con lui la conduzione pastorale della parrocchia.
Un discorso fuori posto, una delazione o una “soffiata” ai reali carabinieri portavano diritto in galera. A Sarno, l’8 settembre 1861, il sindaco Gaetano Abignente, liberale di lungo corso, denunziò al governatore del Principato i fratelli Rodolfo ed Enrico Clenner, titolari di una stamperia di fazzoletti, accusandoli di aver dimezzato le ore di lavoro dei maestri stampatori e incisori all’unico scopo di boicottare i lavoratori e “provocare turbamenti sociali e discreditare la rivoluzione che ha prodotto l’Unità d’Italia”. E a Roccapiemonte, il 30 settembre 1862, un folto gruppo di popolani armati, tra cui molte donne, andò vicino ai “turbamenti sociali” adombrati dall’Abignente irrompendo nel municipio con il conclamato intento di boicottare il consiglio di leva. Non si arrivò al peggio grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine, che fermarono sette sobillatori a capo dei quali vi era il notaio Giuseppe Fimiami. Ma mentre il professionista se la cavò con soli tredici giorni di carcere, perché poté pagare la cauzione di trenta ducati, gli altri rimasero a lungo dietro le sbarre.
A sud di Salerno congiure ed insurrezioni non si contarono. A Pugliano, in settembre, i carabinieri piombarono su Carmine Padulese, Giuseppe d’Aiutolo, Vito di Marra e Mariano Lamberti, ritenendoli membri di un gruppuscolo di settari pronti ad armarsi con i fucili che l’ex comandante della milizia urbana, Alberto Pettenati, teneva ben nascosti. Anche i fratelli Pasquale e Benedetto di Francesco furono accusati di “essersi associati per provocare proseliti a una reazione”. A Montecorvino Rovella, il 27 ottobre, i carabinieri perquisirono l’attendibile Domenico Passerella, trovandogli in tasca una “una lettera comprovante una congiura mercè associazione settaria”. Fu arrestato insieme a Pasquale di Giorgio e a Raffaele Laudati. E tre mesi dopo, a gennaio 1863, scattarono perquisizioni domiciliari a tappeto per scoprire chi aveva piazzato quattro bandiere bianche nella Contrada Scavata e affisso sui muri del paese cartelli con la scritta “Viva Francesco II, col perdono il popolo ravveduto lo aspetta”. Altri tentativi di cospirazione furono scoperti ad Oliveto Citra, a Contursi e a Petina e furono mandati sotto processo un allevatore di cavalli e quattro vaccari di Buonabitacolo e di Piaggine, rei di avere piantato la bandiera borbonica in cime a monte Aresta.
Le prime insurrezioni armate in provincia di Salerno scoppiarono nell’autunno-inverno 1860 a San Gregorio Magno, Buccino, Ricigliano e Valva, quasi in concomitanza con le sanguinose sommosse che sconvolsero Irpinia, Terra di Lavoro e Molise. E sì che il 23 settembre un manifesto del governatore del Principato Citeriore, Giovanni Matina, aveva ordinato la consegna, entro 24 ore, “di armi, munizioni e oggetti materiali da guerra qualsiensi già appartenenti all’esercito borbonico”. Nonostante il monito ai trasgressori di essere portati davanti al Consiglio di Guerra, non tutti obbedirono, sicché il 24 ottobre il sottogovernatore di Campagna segnalò al prefetto di Salerno che un folto gruppo di sediziosi armati, dopo aver invaso il municipio di San Gregorio Magno, si era introdotto nella stanza delle votazioni per l’annessione, mettendo in fuga i presenti e portando via le urne. Nella stessa giornata nella vicina Buccino, una moltitudine di contadini, brandendo scuri, roncole e schioppi, marciarono sul paese al seguito di un arruffapopolo che sventolava un drappo bianco. Il tentativo di fermarli del sacerdote Giovan Battista Bellelli e del liberale Clemente Cippaluni fallì e i due furono lasciati sanguinanti sul selciato. Responsabile del tafferuglio fu ritenuto il sindaco Pasquale Bosco, contro il quale gli agrari, i galantuomini, il clero e perfino i militi urbani indirizzarono una astiosa lettera al Prefetto di Salerno, sostenendo che “era il responsabile della rovina del paese e che la famiglia si era arricchita col sangue dei poveri”. Il sindaco fu anche accusato di non aver voluto procedere contro l’arciprete e i frati del convento che erano stati visti aprire il fuoco contro i liberali…

(Continua)

Fonte: Briganti Salernitani, 1 (Il Mattino)
La seconda immagine raffigura il Brigante Gaetano Manzo.

Annunci

One thought on “I Briganti Salernitani (prima puntata)

  1. Pingback: I Briganti Salernitani (seconda puntata) | ammazzando masaniello

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...