Restituita al pubblico la Basilica di San Giovanni Maggiore di Napoli: sedici secoli di storia

Sono passati quarant’anni dalla chiusura di questa millenaria e sfortunata Basilica. La chiusura ci fu a seguito del crollo del soffitto nel 1970 e di lì iniziarono i lavori di restauro e consolidamento che diedero alla luce l’impianto paleocristiano della chiesa, ma nel 1980, con il terremoto, si bloccarono i lavori che ricominciarono solo nel 1995.
La Basilica di San Giovanni Maggiore si trova nel Largo omonimo, nel cuore del centro storico di Napoli, e finalmente dopo i restauri verrà riaperta al pubblico con un recital di Moni Ovadia (“Oltre i confini, Ebrei e Zingari”, lunedì 23 gennaio 2012 ore 20:00, gratis fino ad esaurimento posti).
Aggiornamento dell’articolo: 25/01/2012, ho caricato alla fine dell’articolo lo spettacolo tenutosi in chiesa in due parti. E’ una semplice registrazione dal vivo fatta con “strumenti di fortuna”, spero apprezzerete. Continua a leggere

Conoscere Giambattista Basile (quinta puntata)

Si dice che vi sono due metodi per cancellare l’identità di un popolo: il primo, quello di distruggere la sua memoria storica; il secondo, quello di sradicarlo dalla propria terra per mischiarlo con altre etnie.

Come da tradizione allegherò alla fine dell’articolo una favola presa da “Lo Cunto” e letta da Peppe Barra: “La papara, trattenemiento primmo de la iornata quinta”

Di nuovo al nord, alla corte dei Gonzaga

Nel maggio del 1610 Adriana si trasferisce a Mantova chiamata alla corte dei Gonzaga. Già da un paio di anni, attraverso il proprio agente a Napoli, il duca Vincenzo Gonzaga, appassionato musicofilo, aveva avviato trattative per avere presso di sé la cantante, e solo dopo molti tentennamenti e precise condizioni – fra le altre quella di recarvisi con tutta la famiglia –  Adriana si risolse a lasciare la corte dei Carafa di Stigliano e con essa la città.
La sua fama ormai circolava in tutta Italia (al confronto il Basile, per quanto anch’egli conosciuto negli ambienti artistici, resta ancora il “fratello” della bella Adriana: soltanto dopo la pubblicazione e la grande affermazione critica oltre che di pubblico del “Cunto de li Cunti” i ruoli si invertiranno e si potrà dire, come oggi è più naturale e legittimo dire, che Adriana Baroni è stata la “sorella” del Basile). E nella stessa attività di cantatrice si affermerà anche una delle figlie di Adriana, quella Leonora Baroni che conterà fra i propri ammiratori l’autore del Paradiso Perduto, il poeta inglese John Milton il quale, fra il 1638 ed il 1639, la sentì cantare a Roma accompagnata sulla cetra dalla madre Adriana, restandone entusiasta e fortemente turbato. Continua a leggere

L’emancipazione sessuale (silenziosa) che parte da Napoli

Lo spunto di questa riflessione viene da un programma televisivo locale tutto napoletano: “Made in Love”. Nella forma non ha niente di eccezionale, anzi, una riproposizione in salsa napoletana della più nota trasmissione trash italiana,”Uomini e Donne”, ma nel contenuto si presenta come una bomba mediatica che va al di là della trasmissione stessa.
Il tema principale è l’amore omosessuale trattato alla stregua di quello eterosessuale. La novità è tutta qui? Sì, ma non sono così semplici le implicazioni e le considerazioni che ne vengono fuori.

Veniamo quindi alle prime considerazioni. Continua a leggere

Il sud perde il MADRE?

Negli ultimi anni il pericolo di chiusura del MADRE (Museo d’Arte contemporanea DonnaREgina) è stato falsamente comunicato almeno un centinaio di volte, alla fine parafrasando “cronache di una morte annunciata”, il MADRE chiude e con esso chiude il tentativo di sprovincializzare il sud in merito all’arte contemporanea (un tentativo non del tutto fallito).
Un museo alla guida del quale, per anni, c’è stato Eduardo Cicelyn, un direttore parecchio criticato soprattutto per i costi che le istallazioni e le mostre avevano raggiunto in città.
Le famose istallazioni natalizie a Piazza Plebiscito che puntualmente scatenavano le accuse dei più conservatori e i plausi dei grandi appassionati (istallazioni dismesse qualche anno fa ormai). Continua a leggere

La strana retorica della rete ed i “Forconi” siciliani

C’è una parte del web che pensa di avere sempre in mano LE SOLUZIONI, soluzioni per tutto. Vi è infatti un gruppo di pseudo rivoluzionari (o rivoluzionari da tastiera) che con una certa facilità si dichiara di sinistra per poi utilizzare mezzi di coercizione (attraverso internet) che non avrei difficoltà di paragonarli a metodi fascisti.

La  riflessione nasce da due avvenimenti siciliani:
– Le dimissioni di Cammarata (ex sindaco di Palermo)
– La manifestazione dei Forconi in tutta la Sicilia con un blocco abbastanza interessante dell’intera isola.

La Sicilia è centrale in questa riflessione. Le dimissione del signor Cammarata, a ridosso della fine di mandato, paiono alquanto strane ed onestamente mal motivate; l’ex sindaco dichiara infatti  “l’ho fatto per amore della città”, peccato che in città non si sia mai visto, un vero e proprio sindaco fantasma. Due mandati (più di 9 anni) che passeranno alla storia come gli anni meno proficui e meno interessanti a livello politico locale. Una città che è rimasta identica a 10 anni fa più o meno, con gli stessi disservizi ed i mancati rinnovamenti.

Sono ormai lontani gli anni di Leoluca Orlando, quella famosa primavera palermitana interrotta bruscamente dal signor Cammarata. A dire il vero non si è mai capito, politicamente, il perché la città scegliesse un uomo “anonimo” al ben noto e abbastanza amato Orlando.
Il secondo avvenimento, tutto siciliano, è quello del “movimento dei Forconi” Continua a leggere

I Briganti Salernitani (seconda puntata)

Le resistenze ad una revisione sistematica della nostra storiografia sono curiosamente molto forti ancora oggi, nonostante oramai si guardi al di la’ dei confini del proprio paese e si aspiri a diventare cittadini del mondo; spesso l’ostacolo è solo ideologico ma la storia non può essere studiata secondo le direttive del partito in cui si milita o di cui si condivide l’ideologia e il programma politico. Dobbiamo liberamente ricostruire il nostro passato anche se ciò significa porsi controcorrente con il risultato di non essere congeniali né agli storici di destra che di sinistra. (Tommaso Pedio, Economia e società meridionale a metà dell’Ottocento, 1999)

… (continua dalla prima parte) Tumulti anche a Palomonte, dove fu saccheggiata e distrutta la sede comunale, e nella più lontana Ricigliano. Qui il 21 ottobre 1869, verso il tramonto fu assaltato il corpo di guardia e un gruppo di rivoltosi, dopo aver trafugato i fucili, raggiunse la cancelleria, si impossessò delle urne con le schede del plebiscito e appiccò il fuoco alla stanza. Per cinque giorni il paese rimase in mano ai sediziosi e solo i soldati riuscirono a ristabilire l’ordine. Copioso sangue fu versato a Valva, invasa, la notte del 23 ottobre Continua a leggere

conoscere Giambattista Basile (quarta puntata)

Si dice che vi sono due metodi per cancellare l’identità di un popolo: il primo, quello di distruggere la sua memoria storica; il secondo, quello di sradicarlo dalla propria terra per mischiarlo con altre etnie.

Come al solito allegherò alla fine dell’articolo un’altra favola da “Lo Cunto”  letta da Peppe Barra: “La facce de crapa trattenemiento ottavo de la iornata primma”.

Il ritorno a Napoli ed il legame con la sorella Adriana

Abbiamo visto nella precedente puntata Giambattista Basile impegnato tra Venezia e Candia. Da adesso in poi si aprirà il più concreto e fruttuoso periodo della sua vita (dal punto di vista di letterato s’intende).

Il Basile si vide accolto a Napoli con l’espansiva generosità che la città ha sempre riservato agli uomini in qualche modo “arrivati”; e così sin dai primi momenti del suo ritorno può attendere all’attività che più gli stava a cuore, cioè scrivere: dal 1608 al 1612 all’incirca, con un’assidua  infaticabile applicazione al lavoro, riuscì a crearsi anche nella sua città una piccola ma solida fama di poeta.

Le sue prime produzioni in lingua furono, Il Pianto della Vergine, composto a imitazione della Lagrime di San Pietro di Tansillo, che apparve nel 1608 appena pochi mesi dopo il ritorno a Napoli Continua a leggere

“Un dizionario dei rifiuti” che viene dalla provincia di Matera

Si tratta di un vero e proprio dizionario dei rifiuti e l’idea è stata di un ragazzo appena diciottenne della provincia di Matera, si legge dal suo blog “Ciao, sono Francesco e ho 18 anni. Vivo a Rotondella, un piccolo paesino in provincia di Matera. Sono uno studente del Liceo Scientifico E. Fermi di Policoro (Mt)”. In quel sud dove la cultura del riciclo, secondo le statistiche, è stata sempre carente.
Ad essere del tutto onesti però vi è una tradizione di lunga data sulla differenziata nel Regno delle Due Sicilie.

Ad esempio, con l’editto di Ferdinando II Re delle Due Sicilie del 03/05/1832: Regio Decreto n. 21 emesso da “Gennaro Piscopo” Prefetto di Napoli  si obbligava la popolazione a raccogliere separatamente i rifiuti. Si ordinava quanto segue Continua a leggere

Lo strano caso dell’accusatore che diviene accusato. Ovvero quando gli evasori erano “per assioma” del sud Italia.

Come ci si sente, in periodo di crisi, ad essere accusati più di altri d’evasione fiscale? Come ci si sente ad essere additati come ladri, come evasori?

E’ davvero interessante constatare che quando da accusatori si diviene accusati si cerca in tutti i modi di giustificare tramite gli “errori di valutazione”, le “statistiche alterate”, oppure si parla di “complotto”, di “dati da controllare”.
Questo è il caso dello studio rilasciato da Bankitalia circa l’EVASIONE FISCALE in Italia.
Con un Nord molto evasore ed un Sud (colpo di scena!) meno evasore.

(la fonte dell’immagine: “Corriere della Sera”)

Ne hanno parlato su Radio3, a “Tutta la città ne parla”, qui di seguito vi voglio caricare l’intera trasmissione, interessantissima (vi consiglio davvero di ascoltarla).

[audio http://www.fileden.com/files/2011/12/13/3238167/Tutta%20la%20citt%C3%A0%20ne%20parla%20del%2003-01-2012.mp3 ]

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conoscere Giambattista Basile (terza puntata)

Si dice che vi sono due metodi per cancellare l’identità di un popolo: il primo, quello di distruggere la sua memoria storica; il secondo, quello di sradicarlo dalla propria terra per mischiarlo con altre etnie.

In questa puntata sul Basile allegherò un’altra favola da “Lo Cunto” letta da Peppe Barra: La serva d’aglie, trattenemiento sesto de la iornata terza.

Venezia e Candia

… Venezia viveva la stagione del suo pieno splendore, anche se impercettibili segnali potevano già prefigurarne il declino. La particolare scenografica struttura urbana della città a specchio del canale e dei suoi rii, quella febbre liquida che strema il fondo delle case, quella luce che a certi momenti del giorno trasforma l’architettura in elemento pittorico, il lento ciangottante sussulto delle gondole a riva nell’attesa di clienti, a contrasto con la congestione multicolore e vivace degli abitanti e dei “foresti” Continua a leggere