I Pupi “risorgimentali” di Mimmo Cuticchio

Ieri sera, su suggerimento di un amico palermitano, mi collego su radio3 e mi godo la prima assoluta dell’opera: “O a Palermo o all’inferno – ovvero lo sbarco di Garibaldi in Sicilia” di Mimmo Cuticchio (ideatore scenico e regista) con la compagnia Figli d’Arte Cuticchio presso il Teatro Studio di Roma (Parco della Musica). Nella parte finale dell’articolo troverete i link per riascoltare la diretta di radio3.
Mimmo Cuticchio è un oprante, puparo e cuntista. Le innovazioni e le contaminazioni da lui operate, pur nel sostanziale rispetto della tradizione, lo collocano, a pieno titolo, tra i maggiori rappresentanti del teatro di sperimentazione. Ne sono testimonianza i numerosi allestimenti messi in scena negli ultimi vent’anni, che integrano elementi provenienti dalla pratica dei pupi, da quella del cunto e dalle esperienze del teatro d’avanguardia. Il rapporto di Cuticchio con diverse espressioni della scena contemporanea è altresì ribadito dai suoi complessi e assidui rapporti col cinema – Monicelli, Coppola, Tornatore, Sciarra, Turturro, Ciprì e più recentemente, Crialeseche lo ha voluto protagonista nel suo nuovo film Terraferma.Il ritmo del cunto di è origine antichissima e scandisce l’epopea di tutti i tempi (la metrica usata è molto simile a quella dei classici greco-latini).
Mimmo Cuticchio tesse un tappeto coloritissimo di immagini non più legate alle avventure dei Paladini di Francia ma a Giuseppe Garibaldi, cittadino del mondo, le cui imprese portarono al collasso del Regno delle Due Sicilie e contribuirono all’unificazione politica della penisola italiana. Il 1860 fu l’annus mirabilis o annnus horribilis (dipende dal punto di vista) del Risorgimento.
Gli storici si sono a lungo sforzati di distinguere fra quanto di vero e quanto di inventato vi fosse nella costruzione del personaggio Garibaldi, di scoprire l’uomo dietro la maschera, di smontare oppure confermare la sua reputazione di eroe, rivelando la verità sui suoi insuccessi militari, i suoi errori politici, i suoi comportamenti privati.
Questo spettacolo, realizzato nell’anno in cui ricorrono le celebrazioni per l’Unità d’Italia, ripercorre i contatti, le reti di relazioni, le rivolte, le spedizioni dell’impresa garibaldina, focalizzata sui particolari della lunga marcia di Garibaldi da Quarto a Palermo. Lo spettacolo è realizzato con pupi creati apposta, con il cunto e la musica dal vivo.

I Cuticchio dicono: “Avremmo dovuto chiamare questo spettacolo – Finalmente possiamo rappresentare la storia di Garibaldi e del suo sbarco in Sicilia – , perché già nel 2010, su commissione della Regione Siciliana, avevamo realizzato una sessantina di pupi tra garibaldini, ufficiali e soldati borbonici, monaci, briganti, aristocratici e baroni siciliani per una rappresentazione che avrebbe dovuto festeggiare i 150 anni dello sbarco di Garibaldi in Sicilia.
Avremmo voluto, in quell’occasione, intitolare lo spettacolo “Da qui inizia l’Italia”. Ma alla fine non se ne fece nulla, perché nella politica siciliana tutto può cambiare da un giorno all’altro. Infatti, dopo mesi di lavoro, gli stessi amministratori che avevano chiesto lo spettacolo ci dissero di non andare avanti in quanto “da noi si stava meglio quando governavano i Borboni”.
Lo spettacolo, almeno nella preparazione delle marionette, era già definito, dunque a noi rimase l’amarezza, che si può facilmente immaginare, per una interruzione inaspettata.
Adesso che il nostro Garibaldi è stato invitato all’interno della programmazione del Parco della Musica di Roma, abbiamo voluto mantenere il titolo di un primo studio, realizzato in forma di cunto, che Mimmo Cuticchio ha presentato a Varsavia nel febbraio del 2010: “O a Palermo o all’inferno”. Oggi immaginiamo che i fatti possano essere raccontati oltre che con il cunto anche con i pupi di farsa, che sono i protagonisti dello spettacolo e dialogano con i garibaldini, con i capi rivoluzionari siciliani ma anche con i pupi borbonici, sia armati che in paggio, mentre entrano in contrapposizione con Giuseppe Buttà, prete cappellano al servizio dell’esercito borbonico.
La partenza da Quarto per la Sicilia, lo sbarco a Marsala, la battaglia di Calatafimi, l’incontro tra Vittorio Emanuele II e il conte di Cavour e, ancora, il gran ballo della Reggia di Napoli durante la sanguinosa battaglia di Palermo, diventano l’argomento dello spettacolo, mentre l’intreccio dei due piani narrativi, quello del presente e quello del passato, ne costituiscono la struttura. (fonte Associazione Figli d’Arte Cuticchio)

Qui ho un regalo per voi. Ho registrato per uso personale (e per condividerlo con voi) la diretta dello spettacolo. I file non sono scaricabili.

Radio3suite – “O a Palermo o all’inferno” di Mimmo Cuticchio

parte 1
[audio http://www.fileden.com/files/2011/12/13/3238167//parte1.mp3]

parte 2
[audio http://www.fileden.com/files/2011/12/13/3238167//parte2.mp3]

parte 3
[audio  http://www.fileden.com/files/2011/12/13/3238167//parte3.mp3]

Per chi non conoscesse “L’òpra di Pupi” può cliccare qua e approfondire alcuni aspetti qua (nel secondo link vi è anche un’ottima bibliografia un po’ difficile da reperire. Chi sa come trovarla può inviarmi una mail oppure integrare direttamente sul blog)


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