Ancora TRENI ed ancora SUD

Questa volta siamo a Nola, la città di Giordano Bruno, in provincia di Napoli.
La notizia è che arriva “Italo” ovvero il nuovo treno firmato Luca di Montezemolo, Gianni Punzo e Diego della Valle.

La Ntv S.p.A. (Nuovo trasporto viaggiatori S.p.A.) viene dal passato: è la storia di quattro amici (Luca di Montezemolo, Diego Della Valle, Gianni Punzo e Giuseppe Sciarrone, che sono poi i soci fondatori della società) che investono 1 milione di euro in una società basata sul nulla, in grado però di ottenere a soli sei mesi dalla costituzione, nel luglio 2007, l’accreditamento come gestore di treni alta velocità. Un vero e proprio regalo del governo Prodi, in violazione ad una legge del governo Berlusconi (ebbene sì, capita anche questo!) che imponeva di scegliere i concorrenti del Frecciarossa attraverso una gara pubblica, gara che ovviamente non c’è mai stata.
E sempre questa società, fatta con un milione di euro, moltiplica il suo valore grazie all’autorizzazione per l’Alta velocità e può far entrare soci illustri come le ferrovie francesi e la Banca Intesa Sanpaolo (guidata fino ad un mese fa dal neo-ministro dei Trasporti Corrado Passera) facendo pagare loro le azioni sulla base di un valore di 300 milioni. Un esempio di inventiva tipicamente italiana: una società che moltiplica il suo valore di 300 volte grazie a una firma ministeriale (fonte “Dagospia”).
Una nota positiva dell’intera operazione è stata quella di impiegare 450 giovani che hanno conquistato un impiego a tempo indeterminato (saranno mille a fine 2012).

C’è però chi, come l’amministrazione comunale, guidata dal pidiellino Geremia Biancardi non è d’accordo. Il primo cittadino ha infatti puntato l’indice contro la mancata occupazione del territorio: “Mi spiace non sentire il clima di festa che questa inaugurazione pure meriterebbe, pensando ai tanti giovani laureati e diplomati nolani che si vedono scavalcati, e non per merito, da logiche aziendali fatte di trasferimenti da altri siti produttivi ed improprie dinamiche” (fonte “Il Fatto Quotidiano”).
Va però evidenziato questo strano modo di agire del sindaco locale, chiede occupazione sul territorio senza specificare che tipo di concorsi o bandi bisognava indire.
Una società a totale capitale privato decide in piena autonomia le persone da impiegare. Sarebbe forse da ripensare il criterio di liberalizzazione delle ferrovie e delle strade ferrate. Una liberalizzazione in salsa italiana e che penalizza fortemente il sud.

C’è inoltre da ricordare un brutto precedente intorno a questa faccenda: due associazioni di Nola nell’aprile 2009 presentarono un ricorso al tribunale amministrativo regionale (TAR) contro l’ordinanza dell’allora presidente della Regione Antonio Bassolino, che prevedeva, per oltre un milione di metri quadrati, l’ampliamento dell’interporto campano, distretto industriale creatura di Gianni Punzo (NB per sapere chi è Gianni Punzo clicca qui).
Un’ampliamento di dieci lotti, con uno destinato alle officine di manutenzione di Ntv (la società in questione). Un’operazione possibile grazie ad una legge post terremoto del 1984 che nasceva per favorire lo sviluppo dopo il sisma, in deroga a leggi e misure di valutazione ambientale. “Contestavamo la destinazione di un’area ad una iniziativa privata come quella di Ntv – racconta Raffaele Napolitano – che avrebbe beneficiato di un vantaggio economico importante non pagando gli oneri di urbanizzazione”.
L’esenzione dagli oneri di urbanizzazione è frutto di una concessione regionale. Quel ricorso, al quale non partecipò l’amministrazione Biancardi, fu ritirato. Una parte dei ricorrenti accettarono la costituzione di una fondazione che potesse rappresentare un punto di incontro tra la città ( due associazioni) e l’interporto campano. Quella fondazione, spiegano i ricorrenti rinunciatari, avrebbe dovuto formare, tra le altre finalità, i giovani del nolano in vista anche degli inserimenti di figure professionali nella nascente Ntv. (fonte “Il Fatto Quotidiano”)

In questo caso la faccenda diventa davvero spinosa. In pratica abbiamo aiuti regionali, aiuti statali: ovvero la società è sollevata dagli oneri di urbanizzazione. Abbiamo poi un ricorso che viene malauguratamente ritirato con la promessa di formare giovani di Nola e la successiva occupazione di posti di lavoro nella Ntv.

Nola quindi viene “sfruttata” in due modi:
– l’illusione di avere un’opportunità lavorativa nel sud Italia che non verrà mantenuta (il sindaco infatti se ne lamenta)
– aiuti statali (regionali) che vengono sottratti ai contribuenti campani e che non vengono riutilizzati per il bene comune della regione Campania.

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2 thoughts on “Ancora TRENI ed ancora SUD

  1. Pingback: Lo strano caso dell’accusatore che diviene accusato. Ovvero quando gli evasori erano “per assioma” del sud Italia. | ammazzando masaniello

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