I Pupi “risorgimentali” di Mimmo Cuticchio

Ieri sera, su suggerimento di un amico palermitano, mi collego su radio3 e mi godo la prima assoluta dell’opera: “O a Palermo o all’inferno – ovvero lo sbarco di Garibaldi in Sicilia” di Mimmo Cuticchio (ideatore scenico e regista) con la compagnia Figli d’Arte Cuticchio presso il Teatro Studio di Roma (Parco della Musica). Nella parte finale dell’articolo troverete i link per riascoltare la diretta di radio3.
Mimmo Cuticchio è un oprante, puparo e cuntista. Le innovazioni e le contaminazioni da lui operate, pur nel sostanziale rispetto della tradizione, lo collocano, a pieno titolo, tra i maggiori rappresentanti Continua a leggere

sull’ipocrisia e sulla falsità, ovvero la nevrosi collettiva sulla morte di Giorgio Bocca

Cosa c’è di sbagliato nel giudicare l’operato di un uomo, che sia egli vivo o morto?

Sto leggendo sul web numerosi articoli di giornalisti e blogger ed i commenti che ne seguono e posso dire con sufficiente sicurezza che il web si divide in due correnti di pensiero:
– i detrattori di Bocca (tra questi troviamo anche i denigratori)
– i sostenitori di Bocca (tra questi troviamo anche i fanatici)

Per uscire da questa nevrosi collettiva sarebbe utile analizzare direttamente le parole di Giorgio Bocca.
E’ chiaro che questo mio tentativo sarà approsimativo e rozzo… e la mia categorizzazione (detrattori VS sostenitori) potrà sembrare forzata ma quello che mi preme è semplicemente riflettere e lì dove possibile creare un dialogo. Continua a leggere

Sulla morte di Giorgio Bocca.

E’ quasi impossibile scrivere qualcosa di sensato quando un uomo viene a mancare. Anche quando si tratta di un omicida, di un dittatore o ad esempio di un razzista.
Forse non è nemmeno giusto scrivere un articolo e far scaturire una polemica, per di più il giorno di Natale. Sembrerebbe sciacallaggio e la società, si sa, è reticente se non addirittura superstiziosa. I morti devono essere lasciati in pace.
Ma a poche ore dalla notizia della morte del giornalista si leggono parole durissime da parte di tante persone del sud Italia e poche persone, per la verità, tentano disperatamente di spiegare che il silenzio ed il rispetto sono da preferirsi.

Perché accade ciò? Continua a leggere

conoscere Giambattista Basile (seconda puntata)

Si dice che vi sono due metodi per cancellare l’identità di un popolo: il primo, quello di distruggere la sua memoria storica; il secondo, quello di sradicarlo dalla propria terra per mischiarlo con altre etnie.

In questo e nelle prossime puntate dedicate al Basile allegherò al testo una lettura di una favola presa direttamente da Lo Cunto, letta da Peppe Barra. Purtroppo le registrazioni non sono perfette ma sono comunque godibili.

Carattere del Basile ed i suoi rapporti con Giulio Cesare Cortese

… Il Basile dunque nacque a Giugliano da Giangiacomo Basile e da Landonia Milone da decorosa e numerosa famiglia. Ebbe vari fratelli e sorelle, tutti più o meno artisti e cortigiani, in maniera preminente sugli altri Adriana, nata attorno al 1580 e conosciuta con l’epiteto di La bella Andreana: famosa cantante e strumentista presso le vari corti italiane, soprattutto a Mantova, dove fu chiamata su segnalazione di Claudio Monteverdi e dove un anno dopo dal suo arrivo venne nominata “virtuosa” di corte (che rappresenta il massimo livello per l’epoca). Molto vicina al fratello Giambattista, sia artisticamente che praticamente aiutandolo in molto momenti della vita. Continua a leggere

piccolo approfondimento su Gianni Punzo

Gianni Punzo la gridava in faccia ai magistrati, la sua innocenza. Gesticolando, paonazzo in volto, si difendeva dalle accuse infamanti di flirtare con i camorristi per creare il Cis, il grande centro all’ingrosso vicino Nola. Non sapeva che, involontariamente, stava raccontando anche l’incredibile ascesa sociale di un “pannazzaro” di piazza Mercato, di un venditore tessile che, nato nel rione popolare a due passi dalla stazione, va a vivere, rispettato, nel quartiere della Napoli che conta.
“Io nasco qui, in via Firenze, sono cresciuto giù al mercato e oggi abito a via Petrarca. Per fare quegli otto chilometri c’ho messo 30 anni, ho fatto due metri al giorno. Continua a leggere

Ancora TRENI ed ancora SUD

Questa volta siamo a Nola, la città di Giordano Bruno, in provincia di Napoli.
La notizia è che arriva “Italo” ovvero il nuovo treno firmato Luca di Montezemolo, Gianni Punzo e Diego della Valle.

La Ntv S.p.A. (Nuovo trasporto viaggiatori S.p.A.) viene dal passato: è la storia di quattro amici (Luca di Montezemolo, Diego Della Valle, Gianni Punzo e Giuseppe Sciarrone, che sono poi i soci fondatori della società) che investono 1 milione di euro in una società basata sul nulla, in grado però di ottenere a soli sei mesi dalla costituzione, nel luglio 2007, l’accreditamento come gestore di treni alta velocità. Un vero e proprio regalo del governo Prodi, in violazione ad una legge del governo Berlusconi (ebbene sì, capita anche questo!) che imponeva di scegliere i concorrenti del Frecciarossa attraverso una gara pubblica, gara che ovviamente non c’è mai stata. Continua a leggere

conoscere Giambattista Basile (prima puntata)

Si dice che vi sono due metodi per cancellare l’identità di un popolo: il primo, quello di distruggere la sua memoria storica; il secondo, quello di sradicarlo dalla propria terra per mischiarlo con altre etnie.

In pochi testi e in poche antologie italiane viene trattato in modo esaustivo Giambattista Basile. Bisogna aspettare studi universitari specifici per conoscerlo o forse riconoscerlo. Tenterò nei miei infiniti limiti di presentare questo uomo di lettere, questo “scrittore unico nel suo genere per il Seicento italiano. Dalla penna e dall’immenso estro letterario e linguistico dell’autore da una parte, e dall’osservazione meticolosa della realtà e dei racconti popolari del suo tempo,  Benedetto Croce”.

La querelle della data e del luogo di nascita

Oggi si ritiene che il Basile sia nato il 25 febbraio del 1566 a Giugliano, anche se Benedetto Croce la fissa data al 1575 ed Continua a leggere

una storia lunga un viaggio… in treno (parte seconda)

… Il racconto continua, passiamo ora al periodo del boom economico. Gli italiani del sud continuano incessantemente a portarsi nel nord Italia, negli anni ’50 e ’60 soprattutto come mano d’opera da impiegare nelle fabbriche e poi negli anni ’70 e ’80 per occupare posti di lavoro diversi. Un’emigrazione di giovani laureati che occupano soprattutto scuole e in generale occupazione pubblica.
Nei 40 anni di emigrazione i treni  scandivano le vite di molti pendolari, di molte famiglie traferitesi al nord e continuava paradossalmente l’impoverimento delle genti nel sud. Continua a leggere

Una storia lunga un viaggio… in treno (parte prima)

Sono ormai lontani i tempi durante i quali il sud era sinonimo di avanguardia tecnologica, un sud preso ad esempio da tutta la penisola.
La ferrovia Napoli – Portici fu la prima strada ferrata costruita nella penisola italica, inaugurata il 3 ottobre 1839; era a doppio binario ed aveva la lunghezza complessiva di 7,25 km.
La linea ferroviaria avrebbe collegato Napoli con Nocera, con una diramazione per Castellammare. Il ministro Santangelo sottopose la proposta al re Ferdinando II di Borbone che approvò la concessione per l’intera linea con decreto del 19 giugno 1836.
Tralasciando tutti gli accadimenti dal 1836 al 1839 ed i successivi ampliamenti dei tratti ferrati possiamo subito dire che nel 1860 Continua a leggere

per prima cosa TAGLIARE il sud

La nuova manovra del governo presieduto da Mario Monti penalizza i Comuni del Mezzogiorno. Questo è l’allarme  lanciato dall’assessore allo Sviluppo di Palazzo San Giacomo, Marco Esposito.
“La manovra Monti – spiega – chiede ai Comuni un sacrificio di 1.450 milioni. Tale somma è il saldo di 2.000 milioni di maggiori risorse ai Comuni del Nord e di 3.450 milioni di taglio al fondo di perequazione per i Comuni del Sud”.

L’assessore allo sviluppo del Comune di Napoli, a margine del consiglio mondiale 2011 dell’Uclg a Firenze ha spiegato si fa riferimento all’articolo 13, comma 17, laddove dice che il maggiore gettito Imu, stimato in 2 miliardi, viene sottratto al Fondo di perequazione, laddove si dice che il Fondo di perequazione avrà un ulteriore taglio di 1,45 miliardi continua con un esempio “basta dire che l’effetto della manovra dell’Imu porterà 100 milioni in più nelle casse del comune di Milano… ma 120 milioni in meno al comune di Napoli. Questo perché ai comuni si lascia una piccola quota della maggiore Imu, 2 miliardi che vengono sottratti al Fondo di perequazione che ovviamente incide soprattutto nel mezzogiorno. E poi c’è un ulteriore taglio, sempre al fondo di perequazione, di 1,4 miliardi. Per cui – conclude – in totale il sud perde 3,4 miliardi”
“noi faremo anche una battaglia di principio perché il Fondo di perequazione è sancito dalla Costituzione ed è indisponibile a qualunque manovra economica (fonte ANSA)

NB: cos’è il fondo perequativo? è un fondo che viene utilizzato per ridurre le differenze fra regioni più ricche e quelle più povere, nasce quindi come strumento per ridurre gli svantaggi del federalismo fiscale.

In pratica l’azione combinata degli articoli 13 comma 17 e  28 comma 7, 8 e 9 faranno in modo che:
– i soldi  vengono dati ai Comuni in proporzione al gettito Imu (quindi di più al nord) e tolti al fondo sperimentale di riequilibrio e poi al fondo perequativo (quindi di più al sud). Poi all’articolo 28 comma 7, 8 e 9 c’è un taglio ulteriore di 1,45 miliardi al fondo sperimentale di riequilibrio e al fondo perequativo, in prospettiva anche questo finalizzato a dare servizi sociali omogenei sul territorio.

per leggere l’intero decreto cliccare qui